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Gruppi Elettrogeni: autorizzazioni ed adempimenti burocratici

Gruppi elettrogeni: autorizzazioni permessi ed adempimenti burocratici

Esistono tante tipologie di gruppi elettrogeni, ed ogni uno di loro ricade sotto una normativa ben precisa, necessaria per l’installazione degli stessi. Infatti per alcuni modelli è obbligatoria un’autorizzazione, mentre per altri non è richiesta. Analizziamo assieme le varie categorie di appartenenza, in base alle attuali normative vigenti.

Impianti non soggetti ad autorizzazione

Se i gruppi sono alimentati con gasolio o benzina, in servizio continuo con una potenza non superiore ad 1 MW. Mentre se sono alimentati con GPL o metano, in servizio continuo con una potenza che non supera i 3 MW. Rientrano in questa categoria anche tutti i generatori di corrente utilizzati solo ed esclusivamente in casi di emergenza, come fonte di energia.

Facciamo una precisazione, quest’ultimi non necessitano di autorizzazioni, però è obbligatorio comunque inviare una comunicazione all’ufficio provinciale preposto, tramite raccomandata. Nella suddetta dichiarazione, si accerta, la conformità del gruppo elettrogeno e delle modalità di istallazione in riferimento all’ambiente ed alle norme di sicurezza. Per poter procedere con l’istallazione dell’apparecchio, bisognerà aspettare una semplice comunicazione da parte degli stessi uffici provinciali. In seguito va inviata una copia della comunicazione ricevuta, anche al Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale e all’Agenzia delle Dogane provinciali.

Tale comunicazione è indispensabile per l’agenzia, perché sulla base di questa si calcolano le relative imposte sull’energia che sono divise in tre differenti categorie. Vengono calcolate tariffe differenti per generatori di corrente a funzione continua superiori ad 1 kW e per quelli utilizzati solo in casi di emergenza, superiori ai 200 kW, mentre tutti gli altri non risultano sottoposti ad alcuna imposta. È possibile, in questo frangente, richiedere anche agevolazioni sui combustibili per produzioni di energia superiori ai 30 kW.

Nella suddetta comunicazione vanno anche inserite tutte le seguenti informazioni: caratteristiche del motore, tipologia del combustibile, potenza termica del combustibile immessa in kW, rendimento globale, tipo di servizio, stima dell’energia annua prodotta in kWh, stima delle ore di funzionamento annue, posizione degli impianti, autodichiarazione di rispetto delle norme ambientali e di sicurezza.

In fine va inviata una dichiarazione agli uffici del comune interessato dei lavori e presso l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente, con i dati relativi alle emissioni atmosferiche e dell’impatto acustico.

Impianti soggetti ad autorizzazione

Se i gruppi sono alimentati con gasolio o benzina, in servizio continuo con una potenza superiore ad 1 MW. Mentre se i gruppi sono alimentati con GPL o metano, in servizio continuo con una potenza superiore ai 3 MW.

In questo caso per ottenere l’autorizzazione si deve inviare tramite raccomandata A/R una domanda con imposta di bollo, firmata dal legale rappresentante della società, ed indirizzata alla Provincia del territorio interessato dall’impianto, con una serie di allegati: il progetto dell’impianto; una relazione tecnica su installazione ed esercizio dell’impianto; il certificato di iscrizione alla CCIAA con nullaosta antimafia; una perizia giurata che attesta quantità e qualità delle emissioni nocive nell’atmosfera. Inoltre alcune copie della domanda ed i relativi allegati (eccetto certificato CCIAA e perizia) vanno contestualmente inviate al GRTN, all’Agenzia delle Dogane, all’ASL, all’ARPA ed al Comune di competenza.

Nella relazione tecnica vanno specificate ed illustrate tutte le caratteristiche tecniche relative sia all’impianto che al gruppo elettrogeno, seguendo le indicazioni che variano da una regione all’altra, tenendo ben presente che Inoltre, non deve mai mancare l’attestazione del rispetto delle norme di sicurezza e ambientali, come indicato dal D.Lgs. 152/2006 (Testo Unico Ambientale).